Vivere…

gennaio 7, 2009 at 1:36 pm (Filosofia&Zen, Pensieri sparsi)

L’amico Ricky farina mi ha scritto una LETTERA APERTA in rete e io gli ho risposto. Ecco ambedue gli scritti, le mie risposte sono in corsivo e con le virgolette:

Caro Silvano,

quando parli viene voglia di abbracciarti, e non solo, viene voglia
anche di abbracciare se stessi, la propria vita, darle un volto finalmente.
Un volto umano. Sono tuo amico, e lo sarò sempre.
Questa era la premessa essenziale. Ora però concedimi il lusso,
la libertà e il divertimento di criticarti.

“Carissimo Ricky,
è solo in una cultura servile che la critica viene considerata un fattore negativo, per quanto mi riguarda l’analisi critica appartiene al territorio dell’amore. Quindi…risponderò punto per punto alla tua cara lettera.”

Tu dici che la guerra ti ha fatto il dono di distruggere le scuole,
questo ti ha permesso un’infanzia libera da costrizioni,
sei rimasto un essere umano perché la scuola non ha potuto
corromperti, non ha potuto prosciugare in te la linfa vitale,
la naturale predisposizione dell’uomo alla felicità.

“E’ vero, lo dico e lo penso.”

Io non ho avuto questa fortuna, sono nato in un periodo
di “pace”: il 1969. Ho fatto tutto il percorso scolastico
fino a quel foglio di carta che chiamano laurea. Sono dottore.
Dottore in filosofia, quindi permettimi di “curarti”.
La scuola, con tuttte le sue pecche, è stata per me un
grande insegnamento. Che cosa mi ha insegnato?

“Non è sufficiente il fatto che tu sia dottore per far scattare i meccanismi della cura. E’ necessario anche che io sia malato o mi consideri tale.
Ma poiché sei dottore in filosofia sottopongo volentieri il mio pensiero alle tue “cure”.

La scuola mi ha insegnato a conoscere meglio gli esseri umani,
è stato un luogo privilegiato di osservazione, c’era il
secchione, il delatore, l’arrivista, il lecchino, la racchia,
l’ignorante, la più bella della classe, e così via.
C’era il professore giusto, e quello ingiusto, c’era
il professore noioso, ma anche quello brillante che
sapeva appassionarti alla sua materia di insegnamento.

“Pensa se invece di trascorrere quelle interminabili ore tra i banchi delle scuole medie inferiori tu avessi potuto giocare nei parchi, insieme a miriadi di altri ragazzi come te (come avviene in Kirghisia) e pensa se invece di stare ad ascoltare un sapere omologato per ben cinque anni tu avessi potuto confrontarti con migliaia di persone su questo o quell’argomento, in una comunità umana capace di relazionarsi e appassionata alla ricerca delle verità elementari. Ora sapresti tutto sul funzionamento del tuo corpo, sapresti come e a quale velocità ruotano gli astri e avresti negli occhi le bellezze reali del mondo, se solo ti fosse stato consentito di viaggiare, invece che startene seduto ad ammuffire o a tormentare i banchi della scuola. Anche le galere sono luoghi privilegiati di osservazione, anche lì, guarda caso ci sono i delatori, i lecchini e gli arrivisti.”

Gli esseri umani sono così:alcuni deludenti, altri sono
perenne fonte di stupore. Non tutti sono capolavori.
Non tutti vogliono essere felici, c’è anche un diritto
alla tristezza, all’insoddisfazione. Al rimpianto. E al
rimorso. E anche la tristezza può essere un capolavoro.

“Gli esseri umani per me non sono mai deludenti e ognuno di essi, per uno sguardo capace di amare è fonte di perenne stupore. Tutti sono all’origine dei capolavori ma poi molti nella trascuratezza e nella ferocia dell’omologazione vengono dannegguati, alcuni anche gravemente.
Ma un occhio capace davvero di amare anche da un frammento rimasto puo’ e sa risalire al capolavoro.
La massima eresia la pronunci, per fortuna inconsapevolmente, quando affermi che “Non tutti vogliono essere felici”.
La verità tragica dell’occidente è molto semplice. Anche se nessuno lo sa, il benessere dell’occidente ha come prezzo il malessere di interi popoli in agonia.
Il benessere dell’occidente ha come prezzo ogni giorno la morte di 35.000 bambini di fame. E cio’ fa sì che, anche se nessuno lo sa, tutti non osino neppure pronunciare la parola felicità sull’oceano di dolore che li circonda”.

La tua Utopia prevede un’organizzazione sociale
dove l’uomo sia libero, libero di soddisfare i bisogni
primari per dedicarsi a quelli secondari (che sono
i veri bisogni essenziali) come l’arte e il gioco.
Ma l’arte e il gioco hanno valore proprio perché
si contrappongono all’attuale struttura sociale,
ne svelano l’inganno, mettono alla berlina le sue
ipocrisie, le sue malformazioni, le sue disfunzioni,
ribaltano la tavola dei valori condivisi, l’arte e il
gioco ci aiutano a vivere il tempo in modo diverso,
un tempo fatto di attese, sospensioni liriche,
libertà espressive, e non più e non solo il tempo
industriale, dominato dallo spettro dell’utilità,
dove ogni gesto deve avere per forza uno scopo.
L’arte e il gioco ci donano il mistero della presenza.
Essere presenti, anche a un appello scolastico,
inseriti in un registro, è sempre un’emozione.

“Il fatto che tu ritenga la liberta’ un’utopia ti può suggerire quanto sei lontano da te stesso, visto che la libertà è il respiro della creatività e che la libertà, come insegnano gli animali, gli alberi e i fiorellini è l’abito naturale di ogni cosa. Soddisfare i bisogni primari non appartiene alla libertà ma al diritto che ogni essere umano ha di nutrirsi senza eccessivi sacrifici, per poter poi spiccare il volo nello spazio della creatività e della vita.
Il luogo comune che “senza lotta non si conquista la libertà” è un vecchio slogan piccolo borghese per far credere che la libertà non sia un diritto elementare ma un premio per chissa’ quali vittorie. Nessun animale deve lottare per liberarsi da una corda che lo tiene legato se nessuno lo lega.
Certo essere “esistenti” anche in una società che nega la vita è qualcosa rispetto all’essere già morti, ma pensa come è più emozionante essere presenti a un gioco nel verde del parco piuttosto che essere presenti all’appello pseudomilitaresco dell’aula.
Certo mi piacerebbe tingerti lo sguardo di amore perché tu potessi “vedere” nelle tue parole lo stigma e le ferite a volte quasi mortali che ti hanno lasciato le tue esperienze scolastiche, fino a farti ritenere con orgoglio il beneficio di essere inserito in un registro scolastico, paurosamente simile alle famigerate liste di proscrizione.”

Questa è la vera Utopia:lottare per preservare
in noi il senso ineffabile della presenza.
Ma senza lotta non c’è libertà, la libertà è
una conquista, anche feroce, e ha sempre
bisogno di un nemico, di un oppositore, di un
avversario, e quindi io spero che la tua Kirghisia,
la tua Utopia, non si realizzi mai, perché
l’Utopia dever restare un non-luogo, una
terra promessa, un sogno verso cui tendere.
L’inferno riscalda il cuore. Il paradiso lo gela.

“Io non credo né all’inferno né al paradiso, ma penso che questi due luoghi simbolici ben esprimano gli stati dell’animo nel corso della vita.
Credo che inferno e paradiso non siano separati ma che siano profondamente comunicanti e che ogni persona sia semplicemente premiata o punita per ciò che sceglie di essere, insomma per cio’ che è.”

Non voglio un mondo di esseri umani, voglio
un mondo di ragionieri, architetti, medici, fabbri,
infermieri, registi, idraulici, attori, e chi più ne ha
più ne metta, voglio che il talento e le inclinazioni
di ognuno siano presenti nel mio quotidiano.

“Questa frase che, solo perché sono certo di amarti, posso definire per cio’ che è, ovvero un pensiero perfettamente nazista mi dimostra la tua innocenza. Pensa “Non voglio un mondo di esseri umani…” (GHOEBBELS si dev’essere assestato nella tomba quando hai scritto queste parole)
Io le attribuisco, come il fumo di chi fuma, semplicemente all’ignoranza e amandoti, aggiungo, a una ignoranza innocente.

L’essere umano di per sé non significa nulla.
L’essere umano si declina secondo le sue aspirazioni.
I suoi limiti, le sue qualità.

“L’essere umano è, anche solo come macchina biologica, il più perfetto e sconvolgente che la natura abbia sino ad oggi determinato. Ho proprio in questi giorni fatto domanda ufficiale alle Nazioni Unite perché l’essere umano (intendo ogni e qualsiasi essere umano) venga proclamato “Patrimonio dell’Umanità”. I capolavori non si declinano, si contemplano.”

L’essere umano è un progetto, un tentativo.
Forse è l’Irrealizzabile, ma proprio per questo
prezioso, e degno di essere perseguito.
La vita non è né bella né brutta:è originale.
Così diceva Italo Svevo.

“La vita, per quanto credo di aver capito, è un mistero, un sublime mistero e dire che un mistero è originale puo’ anche significare non conoscere la vastità del mistero o l’esigua misura dell’originalità.”

Caro Silvano, lotteremo assieme contro chi vuole
sottomettere l’uomo, la sua verità, contro chi
vuole ingannarlo, deprivarlo, sterilizzarlo, ma
dobbiamo essere consapevoli che la nostra
presenza al mondo è gratuita, senza significato,
paradossale, assurda. Siamo organismi deliranti.
Animali eretici, anche il solo fatto di interrogarsi
sul senso della vita è di per sé uno scandalo.
Un fiore, una pietra, non si pongono domande.
La nobiltà dell’uomo consiste in questa sua
disperata ricerca di una risposta che non arriverà
mai. Se mai ci sarà una società più giusta
dove tutti potranno nutrirsi, avere un tetto e
giocare e fare l’amore liberamente, se mai questo
accadrà che cosa resterà dell’essere umano?

“Finalmente nel finale riemerge il tuo forte temperamento poetico. Ma poi subito punisci la tua grandezza chiedendoti cosa accadrebbe dell’essere umano se avesse garantita una risposta ai suoi bisogni elementari. Gli resterebbe di incominciare finalmente a vivere, caro Ricky e non confondere mai più la vita con la semplice, tribolata esistenza.”

Resterà la sua pura presenza al mondo, una
nudità senza scampo, una trasparenza così
crudele che pochi la sopporteranno, perché l’utopia
in realtà è il regno del “libero suicidio”.

“Il fatto è che noi siamo oggi circondati e anche gradevolmente da innumerevoli ex-utopie, senza la realizzazione delle quali anche tu saresti in forte disagio. Te ne dico alcune? La luce elettrica, l’aereo, la possibilità di parlarsi a migliaia di chilometri di distanza… etc.
Una sana utopia è quella che contiene i germi della propria realizzazione ed è il regno della vita. Altrimenti un’utopia irrealizzabuile è,come dici bene tu, il regno del “libero suicidio”.

Con infinita amicizia,
Ricky Farina

“Con infinito amore,”
Silvano Agosti

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Cronache di un paese allo sbando….

ottobre 30, 2008 at 3:52 pm (Big Brother, Parla Mento)

Le immagini dicono tutto…

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Al di là….

settembre 18, 2008 at 6:17 pm (Pensieri sparsi)

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Democrazia….democrazia

agosto 7, 2008 at 1:20 pm (Big Brother, Parla Mento, Pensieri sparsi)

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Voci dal passato

luglio 30, 2008 at 11:38 am (Parla Mento, Pensieri sparsi)

“Dobbiamo prepararci a presentare le nostre scuse a Emilio Fede. L’abbiamo sempre dipinto come un leccapiedi, anzi come l’archetipo di questa giullaresca fauna, con l’aggravante del gaudio. Spesso i leccapiedi, dopo aver leccato, e quando il padrone non li vede, fanno la faccia schifata e diventano malmostosi. Fede, no. Assolta la bisogna, ne sorride e se ne estasia, da oco giulivo. Ma temo che di qui a un po’ dovremo ricrederci sul suo conto, rimpiangere i suoi interventi e additarli a modello di obiettività e di moderazione… Oggi, per instaurare un regime, non c’è più bisogno di una marcia su Roma né di un incendio del Reichstag, né di un golpe sul palazzo d’Inverno. Bastano i cosiddetti mezzi di comunicazione di massa: e fra di essi, sovrana e irresistibile, la televisione. (…) Il risultato è scontato: il sudario di conformismo e di menzogne che, senza bisogno di ricorso a leggi speciali, calerà su questo Paese riducendolo sempre più a una telenovela di borgatari e avviandolo a un risveglio in cui siamo ben contenti di sapere che non faremo in tempo a trovarci coinvolti”.

Indro Montanelli

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In Memoria

luglio 17, 2008 at 3:39 pm (Parla Mento, Pensieri sparsi)

Con pure tutti i suoi limiti..l’ unico uomo ad oggi degno di sedere in parlamento.

In memoria per i posteri….

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Riavviamo The Matrix

luglio 17, 2008 at 1:26 pm (Big Brother, Parla Mento, Pensieri sparsi)

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Autolesionismo all’ italiana

giugno 27, 2008 at 9:27 am (Parla Mento)

Il Financial Times di oggi scrive:
Oh no, non ancora.
Ancora una volta il focus di Berlusconi è sé stesso e non gli italiani.
Silvio Berlusconi è in carica in Italia da 50 giorni. Guardare il suo nuovo governo in azione è un po’ come mettersi a sedere per guardare un cattivo vecchio film ancora una volta. Quando il leader di Forza Italia governò l’Italia dal 2001 al 2006, spese troppo tempo a legiferare per proteggere sé stesso dai procedimenti giudiziari e troppo poco per riformare l’economia italiana. E’ presto per dare giudizi definitivi, naturalmente. Ma l’ultima prova di governo di Berlusconi assomiglia già a un altro film dell’orrore.
Ancora una volta, il settantunenne primo ministro sta spendendo molta della sua energia politica per fare leggi che lo proteggano dai pubblici ministeri italiani. Vuole fare approvare una legge che sospenderebbe per un anno molti processi per i quali è prevista una condanna inferiore ai 10 anni. Se la legge sarà approvata verrà affondato il processo previsto per l’inizio del mese prossimo nel quale Berlusconi è accusato di aver pagato 600.000 dollari al suo avvocato inglese, David Mills. L’opposizione ha soprannominato la legge: “salva premier”.
Berlusconi non si ferma qui.
Sta anche cercando di introdurre una legge che garantirebbe l’immunità dai processi alle principali cariche dello Stato, inclusa la sua. Una tale legge sarebbe impensabile nella maggior parte degli Stati occidentali ed è stata giudicata incostituzionale dalla Corte costituzionale quando Berlusconi cercò di introdurla nel 2004. Ora che è ritornato, Berlusconi ci prova un’altra volta.
Tutto questo sarebbe di modesto interesse se Berlusconi spendesse la stessa quantità di energia per riformare la declinante economia italiana. Ma anche qui le paure stanno crescendo. L’ultima volta che ebbe il potere, uno de peggiori errori di Berlusconi fu di lasciare fuori controllo il deficit italiano e la spirale dei debiti. Ci si interroga se stiamo per rivedere la stessa situazione.
Il governo Berlusconi ha introdotto una previsione finanziaria con una crescita del deficit pubblico dall’1,9% del prodotto interno lordo del 2007 al 2,5% del 2008. La crescita può essere giustificata dalla bassa crescita economica; ma non si sono ancora segnali che questo governo stia mantenendo una stretta presa sulla spesa pubblica.
Per la salute dell’Italia, le cose devono migliorare da qui. Il Paese ha una delle crescite più basse nell’area dell’euro. C’è bisogno di un governo serio e responsabile per invertire il processo economico. Ieri Berlusconi ha detto che i pubblici ministeri italiani lo hanno costretto a un “Calvario” senza fine. Ma l’unico “Calvario” sofferto in questa storia è quello sopportato dall’Italia, che ha bisogno di una drammatica inversione di tendenza delle sue fortune politiche ed economiche.”

Continuate  a votarlo…….

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Social Engineering

maggio 13, 2008 at 4:38 pm ((in)Secure)

Qui potete trovare un pdf scritto da me che cerca di spiegare in una ventina di pagine cos’è il social engineering..buona lettura!

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Verità nascoste…

maggio 12, 2008 at 10:32 am (Big Brother, Parla Mento)

Dopo lungo silenzio rieccomi…buona visione:

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